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Un nuovo benessere per la tua schiena!

Seminario di aggiornamento in Germania con Gunther Gross

Sabato 8 maggio scorso sono stato in Germania, ad Amtzell. Qui si è svolto un seminario di aggiornamento per operatori avanzati di Metodo Dorn condotto dall’istruttore Gunther Gross, assistente di Dieter Dorn, coadiuvato da Ralf Caspart.

Punti principali del seminario.

Si è posta l’enfasi sulla rilevanza statistica delle disarmonie posturali per i destrorsi.
In altre parole: la maggioranza della popolazione è destrorsa e usa prevalentemente la mano destra per compiere moltissimi gesti, fin dalla più tenera età. Viceversa, i mancini privilegiano la sinistra.
L’impostazione monolaterale destrorsa porta istintivamente ad eseguire la maggior parte dei movimenti anche semplici con la parte destra: chinarsi per raccogliere un oggetto, portare i pesi (valigie, borse, ecc.), allungarsi per prendere o spingere oggetti, sedersi con il corpo leggermente inclinato a sinistra (quindi allungando il lato destro), magari anche accavallando la gamba destra sopra la sinistra e così via.

Non si tratta di gesti di precisione, come scrivere o disegnare (che non possono ovviamente essere eseguiti bilateralmente, se non da un ambidestro) bensì di movimenti grossolani, che potremmo tranquillamente alternare usando entrambi i lati del corpo, solo facendo un minimo di attenzione.

Invece lo stile di vita impostato in modo asimmetrico nel compiere le azioni quotidiane, l’utilizzo pluridecennale di una parte prevalente (nella maggioranza dei casi la destra) porta nel tempo a tendere verso un atteggiamento posturale preferenziale e di disallineamento della colonna: un disallineamento sagittale pelvico (SIPS) prominente verso sinistra, quello coronale verso destra, una serie di vertebre lombari tendenzialmente curve verso sinistra, compensate da una colonna dorsale inclinata verso destra.

Naturalmente ci si riferisce a tendenze posturali, non significa che tutti i destrorsi siano esattamente così, poiché come sappiamo ci sono parecchi altri elementi che concorrono a modificare la posizione allineata. Tuttavia considerare questo aspetto diventa un elemento utile soprattutto per la prevenzione e come esercizio: i destrorsi, dopo un trattamento Dorn si possono allenare a compiere più spesso azioni con la sinistra e i mancini viceversa.
Si è visto infatti che consigliare alla persona di allenare di più la parte sinistra (la destra in caso di individui mancini) è un vero e proprio esercizio di auto aiuto, il quale può essere affiancato a quelli classici del metodo Dorn. La sua pratica regolare incrementa ed affina i risultati ottenuti.

Altro punto rilevante emerso durante il seminario ha riguardato la minore enfasi che ora si pone sull’utilizzo della mano stabilizzatrice dell’operatore appoggiata sul bacino. Sia per la zona lombare, sia per quella dorsale, il fatto di utilizzare il braccio libero per afferrare la persona trattata sul lato opposto (osso iliaco) ha sì il vantaggio di stabilizzare la posizione, ma a volte invoglia un aumento della pressione effettuata con il pollice da parte dell’operatore. E’ importante infatti ricordare che le pressioni esercitate non devono essere troppo forti, ma graduali: se non siamo in grado di gestire bene la forza che esercitiamo, la soluzione può essere quella di non stabilizzare la presa sull’anca ma, ad esempio, sulla spalla.

Infine, questo riguarda gli operatori sanitari, in caso di patologia dolorosa conclamata e chieramente riferibile in uno o più punti, si consiglia il terapista di trattare solo la zona interessata come primo intervento, senza necessariamente lavorare tutta la sequenza: questo perchè durante una situazione dolorosa, un eccesso di stimoli per il riallineamento possono favorire una reazione di assestamento nei giorni successivi piuttosto forte, non certo piacevole per la persona. Quando la crisi sarà passata allora si potrà anche eseguire un lavoro più completo.
Ricordiamo a questo proposito che gli operatori del benessere e del fitness non si occupano dei casi acuti e delle patologie vertebrali.

Francesco Gualerzi.

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